09 dicembre 2007

Google news

dal weblog di Massimo Mantellini:

[...] Qualche giorno fa il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti di una grande regione italiana durante un convegno al quale partecipavamo quasi sottovoce mi informava dell’esistenza di GoogleNews: “Appena se ne accorgono gli editori sai che macello” – mi ha detto con tono complice (in realtà come è noto GoogleNews esiste ormai da anni e se i giornalisti vivono sotto una campana di vetro gli editori se ne sono invece accorti da molto tempo, visto le cause intentate all’aggregatore automatico in Francia ed in Belgio).
Una sera di alcune settimane fa a cena un consigliere del Ministro delle Comunicazioni di fronte alle mie garbate rimostranze sulla “inefficace” azione del Governo verso le cose di Internet mi confessava che le poche risorse disponibili al Ministero (dove di Internet si occupano purtroppo in pochissime persone) sono spesso dedicate all’intercettare e disinnescare idee strampalate sul controllo della rete che giungono da parlamentari e senatori di ogni schieramento. Rappresentati di quella fascia sociale che secondo il Censis naviga la rete poco o nulla e che sullo sviluppo tecnologico in questo paese paradossalmente continua a decidere con svagata leggerezza e colpevole incompetenza [...]

05 novembre 2007

L'altra connettività prende il volo

Da Punto Informatico
di lunedì 05 novembre 2007

C'è chi può, ma non sa

Roma - Da sempre chi ha bisogno di una velocità garantita e di prestazioni elevate non fruisce delle infrastrutture tradizionali ma si appoggia a società che provvedono a dare loro la connettività sicura e potente di cui hanno bisogno. GARR fa questo, fornisce servizi di rete e connettività per comunità di utenti che fanno capo a se stessi. GARR quindi è un'associazione e non un service provider, si tratta di utenti che si forniscono da soli la connettività possibilmente in maniera avanzata oltre i tradizionali service provider. Questo è vero specialmente in ambito di ricerca poiché GARR è l'unica rete che si connette ad internet2 senza passare per provider commerciali, dunque i suoi utenti sono per esempio università, enti di ricerca, comunità che fanno educazione o che si occupano dei beni culturali, di medicina, di scienze umanistiche.
E proprio per incoraggiare l'applicazione di tecnologie che sfruttino una connettività avanzata GARR ha dato vita a Network Humanitatis, una tre giorni di alto profilo, che ha l'obiettivo di mettere insieme umanisti e tecnici, mostrando ai primi cosa può fare la tecnologia per le loro scienze.
Alla conferenza era presente Claudio Allocchio, responsabile dei servizi applicativi per GARR, con cui Punto Informatico ha avuto l'occasione di approfondire questi argomenti.

Punto Informatico: Qual è il senso di Network Humanitatis?
Claudio Allocchio: È una sfida a noi stessi, per far interagire la parte umanistica delle scienze e della comunità, per non limitarci sempre alle tradizionali figure scientifiche. Vogliamo portare l'infrastruttura a quelli che non sanno come usarla o lo sanno ma non sanno interagire con noi perché non ci conosciamo.
Per esempio alcuni DAMS di grandi città italiane oltre ad avere l'infrastruttura per le lezioni sono collegati per Gigabit e Gigabit alla rete ma non sanno come usarli. Questo perché manca la cultura informatica nei professori di materie classiche.

PI: Ma le vostre infrastrutture a che punto sono? Cosa possono supportare e offrire?
CA: La rete GARR ha un'infrastruttura che sta facendo un deciso salto di qualità, stiamo passando da circuiti e oggetti presi in affitto a comprarci le fibre ottiche da soli e illuminarle da soli, diventando quindi proprietari dell'infrastruttura. Questo ci consente chiaramente di fare delle cose che prima non potevamo fare, anche proprio dal punto di vista economico.
Per esempio per questa conferenza abbiamo portato in questo teatro una connettività a vari gigabit ed è stato necessario prendere una fibra usata per fare un circuito, spegnerlo e illuminarla noi. Così abbiamo ottenuto n circuiti a vari gigabit a costo nullo perché gli apparati una volta comprati sono poi di proprietà.

PI: Cose applicabili anche ad un'utenza più tradizionale?
CA: Stiamo cercando di portare questo tipo di tecnologia sul backbone e poi in casa dell'utente, per esempio favorendo lo sviluppo delle MAN (Metropolitan Area Network) in cui vari utenti GARR si mettono insieme e comprano una fibra che, oltre a poterla usare come ultimo miglio, può essere usata anche per fare conversazione tra di loro.

PI: Di che potenzialità stiamo parlando?
CA: Il backbone di base va a multipli di gigabit e tra poco passeremo a multipli di decine di gigabit. La nostra idea comunque è di portarli in maniera bidirezionali agli utenti, quindi diversamente da come fanno gli ISP, perché i nostri utenti più che scaricare condividono. Per questo i modelli tradizionali di ADSL per noi non possono funzionare.

PI: Ecco, quali sono le principali applicazioni di quest'infrastruttura?
CA: La parte tradizionale è di e-learning, per esempio oggi c'è una parte di conferenza che mostra come l'e-learning necessiti di feedback per capire come lo studente impari, poi c'è tutta la parte di comunicazione scientifica che è molto importante, ma vogliamo portarla anche a quegli utenti che sono spaventati dalle tradizionali interfacce, creando un'interfaccia umana al sistema di rete che sia diversa dal classico PC, schermo e tastiera.

PI: Una cosa che stanno provando a fare in molti...
CA: Sì, ma c'è un aspetto tecnologico che rende questo obiettivo difficile da raggiungere, perché bisogna interagire con l'essere umano e i suoi sensi, implicando anche la rilevazione del corpo umano nello spazio (cioè un'interfaccia umana portata all'estremo).

PI: È molto tempo che si sente parlare di applicazioni di questo tipo ma nella pratica quanta domanda c'è?
CA: Anche noi pensavamo fossero di nicchia, qualcosa riservato a poche demo e un piccolo pubblico, ma per questa conferenza ci sono arrivati 40 contributi dall'utenza. Da qui abbiamo capito che la domanda è maggiore di quel che si creda. Poi è difficile rispondere perché spesso ci si interfaccia con gente che non ha un'elevata cultura tecnologica, ma magari hanno idee buone che possono essere sviluppate. Come per esempio il problema della latenza, utile in molte applicazioni.

Il futuro è qui, e beve DVTS

PI: Partendo proprio da questo problema, dove si vuole arrivare?
CA: Stiamo ancora cercando di avere a disposizione l'enorme mole di dati della rete in tempo reale per fare on demand la ricostruzione di un sito archeologico antico, non presentando solo i classici dati visuali, ma avendo anche dati sul tempo il clima, cosa crescevano le colture sui campi ecc. ecc. E poi magari capita (come è capitato) di scoprire che un villaggio in Fenicia non è stato distrutto da un'invasione come si pensava, ma dal fatto che un'eruzione dell'Etna ha generato uno tsunami che ha raso tutto al suolo. A questo ci si è arrivati mettendo insieme database diversi attraverso una griglia informatica, scoprendo una teoria sbagliata e correggendola.

PI: Se non sbaglio si tratta più che altro di applicazioni efficaci di cose che si dicono da molto tempo. Dunque le idee sono sempre le stesse ma solo ora le riusciamo a mettere in pratica?
CA: Esatto. Basti pensare che la telecontiguità nasce nel 1800, quando si immaginavano di toccarsi in qualche modo a distanze proibitive. E oggi quasi ci arriviamo.

PI: Un altro esempio. Per il progetto Culture@Garr puntate molto sullo streaming audio/video, perché usare una tecnologia ancora diversa da tutte le altre come il DVTS?
CA: Per noi il vantaggio del DVTS è che diversamente dalle altre tecnologie di trasmissione non comprime i dati e quindi riduce tantissimo la latenza, cosa che nella comunicazione e nell'interazione tra umani è importante.

PI: Che potenza ci vuole per gestire una simile trasmissione non compressa?
CA: La trasmissione è su protocollo UDP con uno streaming fisso senza compressione, senza una VPN, ma con infrastrutture nostre. Diciamo che con una 100MB condivisa già va bene.

PI: Per quanto riguarda la connettività in zone difficili da raggiungere?
CA: Pensiamo anche a quello, è un campo che sperimentiamo specialmente con applicazioni mediche. Dalla parte già vista sul telemonitoring e i controlli sull'ambiente del paziente o sulla consulenza di un medico a distanza (magari dall'elicottero prima che si arrivi sul luogo di un incidente), fino alle demo su robot e manichini di operazioni chirurgiche. L'idea è che con latenza certa e ritardo certo si possa anche operare il paziente a distanza, qualora non ci fosse in loco qualcuno in grado di intervenire (in questo poi c'è tutta la parte di gestione della privacy dei clienti per il consulto che è molto spinosa). E poi serve una bella rete per portare in massima risoluzione e velocemente immagini ad altissima risoluzione per poter vedere tutti i dettagli dello stato di un paziente.

PI: Per vedere una cosa simile applicata nella vita quotidiana ci vorranno anni!
CA: Almeno 5 anni secondo me.

PI: Per l'applicazione tecnica, ma poi quanti medici vorranno effettivamente fare un'operazione a distanza quando sarà possibile?
CA: Questo è un grosso problema ma dipende dall'età del medico. In Friuli già 5 anni fa è stato deciso che tutti i medici dovevano avere PC con ADSL in ambulatorio. Poi chi ha 60 anni usa il PC per ricette e basta, ma uno della mia età già si informatizza a poco a poco.

PI: Ma chi prende le decisioni poi ha sempre una certa età
CA: Esatto. In questo come in altri ambiti ci sono 3 categorie principali di utenti. Chi prende le decisioni, persone che usano ancora il telefono e guardano Skype con sospetto; quelli di mezzo, che usano questi strumenti e tentano anche di fare qualcosa in più, lottando con i primi per fargli prendere certe decisioni; e poi quelli di domani, che non vogliono sapere nulla del telefono ma nemmeno della videoconferenza classica e vogliono usare telefonini e peer to peer.

a cura di Gabriele Niola

24 settembre 2007

Strategy Letter VI

http://www.joelonsoftware.com/items/2007/09/18.html

Una divertente ma puntuale analisi di Joel Spolsky su come è destinato a mutare il mondo del web design, o meglio, del web programming, confrontandolo con le vicende dei tempi del DOS.

Vedremo...

12 settembre 2007

CELLULARI, VIA GLI OPERATORI, BASTA IL P2P

I telefonini possono comunicare tra loro e, con una rete peer-to-peer, veicolare chiamate verso terzi, il tutto senza stazioni base.
Telefonia wired, wireless e VoIP in un colpo solo. E si diffonde
URL: http://punto-informatico.it/pi.asp?id=2062491

04 settembre 2007

Camicia di forza

Interessante riassunto della storia d'Italia di Beppe Grillo:

"Ho il sospetto che l'Italia non esista. Che sia, come disse Metternich, un'espressione geografica. Un vestito di Arlecchino su una penisola di popoli e culture diverse tra loro. Una camicia di forza che tiene insieme un Paese riconosciuto dall'Onu, ma sconfessato ogni giorno dai suoi abitanti. Ho il sospetto che da questo sogno, o incubo, ad occhi aperti nascano tutti i nostri problemi. Il comunismo sovietico scrisse i libri di storia per gli studenti polacchi, cechi e lettoni, georgiani e ucraini. Lo stesso fecero il nazismo con i tedeschi, il franchismo con gli spagnoli, il fascismo con gli italiani. Libro di testo, verità di Stato, anche ora, nelle nostre scuole.
Il Risorgimento è stato un errore storico? Forse no, ma vogliamo cominciare a parlarne dopo quasi 150 anni? I Borbone erano regnanti legittimi. Napoli una delle più fiorenti capitali d'Europa. Francesco II amato dai suoi sudditi e la mafia quasi inesistente. Qualcuno ancora crede che i Savoia abbiano liberato le plebi meridionali? L'emigrazione verso le Americhe di milioni di persone dal Veneto e dal sud Italia fu la diretta conseguenza della politica economica dei Savoia. Due guerre mondiali intervallate da guerre di conquista un po' ovunque in Africa e nel Mediterraneo. Il fascismo. Le mafie. La partitocrazia. Nel 1861 la lingua italiana non la parlava quasi nessuno. Fu imposta per legge. Culture millenarie furono distrutte. Ne valeva la pena? Forse, ma qualcuno dovrebbe spiegarci delle decine di migliaia di meridionali chiamati briganti per poterli ammazzare con la giustificazione. Dei plebisciti all'annessione fatti con quattro gatti. Dell'occupazione di Stati indipendenti da secoli.
Per stare insieme ci vogliono dei buoni motivi anche tra marito e moglie, tra Stati, perchè l'Italia è una somma di ex Stati, ancora di più. Le guerre d'indipendenza le hanno vinte le truppe di Napoleone III, la prima guerra mondiale gli Alleati, l'ultima guerra è invece finita pari. L'abbiamo vinta e anche persa, dipende a che partito politico si appartiene. Dal 1945 la nostra politica estera è fatta dalle truppe americane presenti in Italia.
Siamo un Paese? Su quali basi storiche, sociali, culturali? Abbiamo paura di guardarci allo specchio. Sono bastati quattro mona saliti sul campanile di san Marco a spaventare lo Stato. Leggete i libri di storia delle elementari e delle medie dei vostri figli. Troverete la celebrazione del Risorgimento, i Padri della Patria, ma dell'Italia non troverete traccia."

30 maggio 2007

Già in vendita un nuovo polsofonino

Da Punto Informatico:

Dall'Australiana SMS Technology arriva un nuovo cellulare da polso che integra un lettore MP3 e MP4

Commento di Nilok:
"Finalmente si è capita la giusta "posizione" nella quale deve stare il nostro "Comunicatore".
Il polso è la posizione perfetta per non dare fastidio in nessun modo e sostituire l'oramai inutile orologio.
Questo è il futuro: un "Comunicator" al polso comandato vocalmente, con microcam integrata, possibilità di navigare in Internet e di"interfacciarsi" tramite bluetooth o infrarossi con i Bancomat, le porte automatiche, i sistemi di sicurezza, i "percosi sanitari", i "servizi istituzionali" e quant'altro.
Il futuro è vicino; finalmente..."

23 maggio 2007

Audiocassette addio.

dal blog di Paolo Attivissimo:

Stanno per scomparire le cassette audio; provvedete per tempo.

Prima o poi doveva succedere. Come già avvenuto per il videoregistratore, anche i registratori ad audiocassette, e le cassette stesse, stanno per uscire dal mercato. Ne parla la BBC, annunciando che la catena di elettronica di consumo inglese Currys ha dichiarato che cesserà di offrirle per la vendita. Un'altra catena analoga, Dixons, aveva già ritirato dal mercato i videoregistratori alla fine del 2004. [Continua...]

09 maggio 2007

18 aprile 2007

Nessun tempo per i perdenti.

dal blog di Andrea Beggi:
Cos’è il genio?

Ingredienti:

Agitare bene e servire a piacere.

11 aprile 2007

I sensori spray si auto-organizzano e comunicano

da Punto Informatico:

Ricercatori scozzesi stanno sviluppando una rete di migliaia di micro-elaboratori e sensori capaci di comunicare tra loro ed elaborare dati, nonché comunicarli all'esterno. Da sparare sulla pelle, o sugli edifici [continua]

15 marzo 2007

Lavorare nell'IT

da Punto Informatico

Una serie di interessanti articoli sul lavoro nel campo dell'Information Technology (IT) in Italia.

14 febbraio 2007

Che ora è?

Che ora è?

La cosa migliore e’ domandarlo a mr. Time, lui la sa…. sempre!

08 febbraio 2007

Spiegata la nuova Internet

Dal Forum di Punto-Informatico:

Questo video (Web 2.0...The Machine is Us/ing Us) rende veramente l'idea di come nasce il web e di cosa è diventato oggi (Qui la versione con traduzione in Italiano - N.d.R.).
Cmq in Italia siamo molto più avanti, abbiamo cose tipo questo:
http://www.italia.it/


NB: se nel frattempo il sito italia.it è cambiato, questa è una istantanea alla data odierna:

29 gennaio 2007

Base USA a Vicenza


Raccolgo varie opinioni sul caso "Dal Molin":

“…Il governo è stato costretto a prendere questa decisione. Noi non abbiamo indagato sulla natura di queste costrizioni…” Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza del consiglio [da Disinformazione.it]

Il parere di Beppe Grillo in video su You Tube.

I commenti di Curzio Betto su ComeDonChisciotte.org (un po' lungo ma ne vale la pena)

Intanto, cosa succede in parlamento...

23 gennaio 2007

Fotoni nel futuro dell'archiviazione ottica


da Punto Informatico:

Alcuni scienziati registrano un'immagine di centinaia di pixel su un singolo fotone. Con la stessa tecnica sarebbe teoricamente possibile immagazzinare quantità sbalorditive di dati in uno spazio ridottissimo (continua...)

11 gennaio 2007

Le migliori invenzioni del 2006


da Focus.it:
Ogni giorno, grazie al continuo progresso della tecnologia, vengono create nuove soluzioni per risolvere piccoli e grandi problemi della quotidianità.
Quelle che trovate in questa fotogallery sono una selezione delle migliori invenzioni del 2006 che, passo dopo passo, renderanno la nostra vita sempre migliore.
Vai alla foto gallery

06 gennaio 2007

WinPenPack



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